Agro Nocerino Sarnese: monumenti
 
 
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Monumenti e bellezze naturali

  • Villa Calvanese con parco, gioiello di architettura ed ingegneria idraulica, ricco di vasche e fontane ottocentesche a Castel San Giorgio
  • Battistero di Santa Maria Maggiore "La Rotonda", fondata nella seconda metà del VI sec. d. C. a Nocera Superiore. Si tratta di un edificio rotondo a pianta centrale, diviso da una doppia fila di colonne su cui poggia una grandiosa cupola. All’interno, oltre agli splendidi pavimenti musivi policromi, si conserva una cappella di età medievale con resti di affreschi del ‘300-‘400. Questa ricca iconografia mariana rende il monumento uno dei più significativi di tutta la Valle del Sarno
  • Chiesa del Santo Patrono Giovanni Battista a Roccapiemonte, già citata nel 1081, arricchita dalla Cappella di Santa Maria delle Grazie, nella quale troneggia una bella immagine dell’Immacolata
  • Chiesa della Madonna delle Galline (Madonna Incoronata del Carmine) a Pagani, con ampia aula in stile barocco. Il Cassettonato risale agli inizi del ‘700 e vi sono 21 dipinti che raffigurano la vita della Beata Vergine Maria, gli Angeli ed i Santi
  • Castello Doria, sede del Municipio, ad Angri, costruito in zona quasi pianeggiante. Risale al 1290 quando Carlo II d’Angiò, detto lo zoppo, assegnò il feudo di Angri al milite regio Pietro De Braheriis o Braherio con i Doria fu annesso al Castello un principesco parco, oggi villa comunale. Il Castello è diviso in tre blocchi: le due torri concentriche o Torrione, il cortile d’ingresso con lo scalone settecentesco ed il palazzo vero e proprio
  • Chiesa del Santo Patrono Rocco a Siano. Si tratta di due edifici contigui, nati entrambi come congreghe: quella del SS. Rosario e quella dei SS. Sebastiano e Rocco. La facciata a due ordini con paraste è settecentesca, mentre il campanile è del secolo scorso. Nell’interno sono da segnalare il vecchio fonte battesimale, una serie di tele settecentesche, la statua lignea settecentesca di San Rocco ed una cripta per i defunti, forse precedente alla chiesa settecentesca
  • Chiesa della Santa Patrona Maria delle Vergini a Scafati, costruita nei primi anni del ‘500, che conserva, al suo interno, un pregevole patrimonio artistico. Un grande polittico cinquecentesco, attribuito al pittore Decio Tramontano, sovrasta l’altare maggiore. Pregevole è, inoltre, lo statua lignea della Santa Vergini, datata 1713 e attribuita allo scultore Nicola Fumo
  • Museo Archeologico a San Marzano sul Sarno, con reperti che risalgono all’età del ferro, fra cui corredi sepolcrali, vasi decorati con disegni geometrici, ceramiche etrusche
  • Grotta del Caprile a Corbara
  • Valle delle Fontanelle e vallone del Lupo per praticare il parapendio a Sant’Egidio Monte Albino
  • Chiesa Madre di San Giacomo Maggiore Apostolo, che conserva le reliquie di San Valentino Martire, patrono degli innamorati. In essa è possibile ammirare, inoltre, pregevoli dipinti della scuola del famoso Solimena, un polittico dell’autorevole artista Andrea Sabatino, detto da Salerno, e contemporaneo di Giotto, datato 1511, raffigurante la Madonna delle Grazie tra quattro santi, la tela di Sant’Ignazio e la tavola dell’artista Marco Pino, discepolo di Michelangelo, raffigurante l’Ultima Cena, datata 1582
  • Museo Provinciale dell’Agro Nocerino, che conserva interessanti reperti antichi e, in particolare, corredi funebri dell’età del bronzo provenienti dal territorio di San Marzano, ceramiche di età osca ed altro materiale più tardo
  • Castello Medioevale Fienga, uno dei capisaldi del principato longobardo di Salerno. Notevole è la torre pentagonale duecentesca, dotata anche di finestre ogivali. Oggi restano solo poche strutture emergenti dal terreno e, nel sottosuolo, i sotterranei e le cucine. Ugualmente sono scomparse le tre cerchie di mura che sorgevano intorno alla collina e che nel ‘500 e nel ‘600 furono dai duchi utilizzate come recinzione per un’ampia riserva di caccia. Sulle rovine dell’edificio, alla metà dell’ ‘800, la famiglia Fienga, divenuta proprietaria della collina, fece costruire l’edificio che oggi corona la stessa, e che era fornito di bei giardini ed ospitava una notevole collezione di reperti archeologici provenienti sia da Nocera che dal territorio di Pompei e Scafati
  • Museo della Valle del Sarno, nel quale sono conservati reperti della civiltà del Sarno risalenti dall’età del ferro fino all’epoca romana


testi Stefania Maffeo

 
 
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